Capriate



L’elemento strutturale per antonomasia.

Probabilmente nata nel I secolo d.C., la capriata era inizialmente costruita in legno ma negli anni ha subito diverse rivisitazioni in termini di materiali e tecniche utilizzate. Si diffuse ampiamente verso la fine dell’epoca romana, nel IV – V secolo d.C. ed era prettamente utilizzata per la copertura di grandi basiliche cristiane, grazie al basso costo di realizzazione e all’assenza di spinte sui muri che permetteva di realizzare murature portanti lineari e senza contrafforti.

Storicamente sempre utilizzate per assolvere problemi prettamente tecnici, sono diventate elementi di arredo e di finitura capaci di aggiungere movimento e gradevolezza alle strutture del tetto, fino a diventare parte della tradizione costruttiva occidentale. Oggi, infatti, è spesso utilizzata nell’architettura contemporanea nella versione combinata di elementi come l’acciaio e il legno lamellare; particolarmente adatta per la copertura di spazi grandi e senza appoggi intermedi; è considerata un elemento primario dell’orditura del tetto che sostiene l’orditura secondaria.

La capriata è l’esempio lampante di come una forma semplice possa risolvere i problemi costruttivi in assenza di opportuna pilastratura e/o muratura portante.

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