Il ciclo di vita del legno in edilizia: dall’approvvigionamento alla posa
Dalla foresta al cantiere: ogni fase conta
In un contesto edilizio sempre più orientato alla sostenibilità, comprendere il ciclo di vita del legno è fondamentale per valutarne i benefici ambientali e prestazionali. Ogni fase, dall’approvvigionamento alla posa in opera, contribuisce alla qualità finale del materiale e al suo impatto sul progetto edilizio.
1. Approvvigionamento responsabile
La prima fase del ciclo di vita inizia con la selezione della materia prima. Utilizzare legno proveniente da foreste certificate (FSC o PEFC) garantisce non solo la sostenibilità ambientale, ma anche una tracciabilità completa della filiera. Le foreste gestite responsabilmente sono in grado di rigenerarsi, contribuendo al mantenimento della biodiversità e alla riduzione delle emissioni di CO?.
2. Trasformazione e lavorazione
Una volta raccolto, il legno viene lavorato in segheria o in stabilimenti specializzati. In questa fase è fondamentale ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso dell’energia, impiegando macchinari ad alta efficienza e sistemi di automazione intelligente. La lavorazione può includere la produzione di pannelli strutturali (come l’X-LAM) o elementi prefabbricati per l’edilizia residenziale e industriale.
3. Trasporto e logistica
Il trasporto rappresenta una fase critica in termini di impatto ambientale. Per questo motivo, aziende come E.Comotti, attive nel settore del legno strutturale in zona Milano, ottimizzano la logistica per ridurre le emissioni, preferendo fornitori locali o regionali e pianificando in modo efficiente le consegne in cantiere.
4. Montaggio in cantiere
La posa in opera del legno avviene generalmente con tecniche di costruzione a secco, che riducono i tempi di esecuzione e l’uso di risorse idriche. Questa metodologia consente anche una maggiore precisione e una più semplice manutenzione nel tempo. Le strutture vengono spesso montate con giunzioni meccaniche o sistemi di ancoraggio evoluti, che garantiscono sicurezza e durabilità.
5. Manutenzione e fine vita
Un altro vantaggio del legno in edilizia è la sua manutenzione predittiva, facilitata sia dal fascicolo di manutenzione obbligatoriamente consegnato al committente, sia dall’uso di sensori IoT per il monitoraggio dell’umidità e della stabilità. Sebbene una struttura lignea correttamente progettata, isolata e manutenuta sia pressoché eterna, qualora giungesse al termine del ciclo edilizio, il legno può essere riciclato, riutilizzato o valorizzato energeticamente, mantenendo un basso impatto ambientale anche nella fase di dismissione.
Un materiale circolare e rigenerativo
Seguire e ottimizzare ogni fase del ciclo di vita del legno significa scegliere un materiale davvero circolare e adatto alle sfide dell’edilizia contemporanea. Una strategia efficace inizia dalla materia prima, ma non si esaurisce con la costruzione: la vera sostenibilità sta nel considerare l’intero processo, compresa la sua evoluzione futura.
E.Comotti, specialista nella lavorazione e costruzione in legno nella zona di Milano, supporta i propri clienti con un approccio consapevole, tecnico e sostenibile.