Dal concept al progetto esecutivo: come cambia la progettazione nel legno
Un edificio in legno non nasce nel momento in cui vengono definiti travi, pannelli e connessioni. Molte delle decisioni che determineranno l’efficacia della struttura vengono prese molto prima, quando il progetto è ancora un insieme di esigenze funzionali, ipotesi architettoniche e prime valutazioni tecniche.
È proprio questo uno degli aspetti che distingue la progettazione delle costruzioni in legno: le scelte architettoniche, strutturali, impiantistiche e costruttive devono dialogare fin dalle fasi iniziali. Rimandare alcune decisioni alla fase esecutiva può significare dover intervenire su geometrie, stratigrafie o passaggi impiantistici già definiti, con conseguenze sull’organizzazione complessiva del progetto.
Passare dal concept al progetto esecutivo significa quindi procedere attraverso livelli successivi di approfondimento, trasformando l’idea architettonica in un sistema nel quale struttura, involucro, impianti, produzione e montaggio siano coerenti tra loro.
Il concept deve già tenere conto del comportamento della struttura
Nelle prime fasi progettuali vengono definite volumetrie, distribuzione degli spazi, aperture, luci e relazioni tra gli ambienti. Sono decisioni apparentemente architettoniche che, in una costruzione in legno, possono avere conseguenze dirette sulla configurazione strutturale.
La presenza di grandi aperture, una determinata scansione degli spazi o la necessità di ottenere ambienti con luci importanti possono orientare, per esempio, verso l’impiego di legno lamellare, pannelli X-LAM, strutture a telaio oppure soluzioni ibride nelle quali materiali differenti svolgono funzioni complementari.
Per questo motivo è utile che già durante lo sviluppo del concept venga effettuata una prima valutazione della fattibilità strutturale. Non significa limitare la libertà dell’architetto, ma verificare tempestivamente quali soluzioni consentano di tradurre l’idea progettuale in un sistema costruttivo razionale.
Un edificio direzionale caratterizzato da grandi spazi aperti, ad esempio, pone esigenze differenti rispetto a un edificio residenziale con una distribuzione più regolare. Allo stesso modo, una sopraelevazione in legno su una struttura esistente introduce fin dall’inizio il tema dei carichi aggiuntivi e dell’interazione con l’edificio sottostante.
Il sistema costruttivo dovrebbe quindi emergere dal progetto, non essere applicato successivamente a un’architettura già definita.
Progettare in legno significa anticipare le decisioni
Una delle caratteristiche delle moderne costruzioni in legno è l’elevato grado di prefabbricazione raggiungibile prima dell’arrivo degli elementi in cantiere.
Pareti, solai, travi e altri componenti possono essere lavorati con grande precisione sulla base del modello progettuale. Aperture, forature, predisposizioni e collegamenti vengono definiti prima della produzione, riducendo la quantità di lavorazioni da effettuare durante il montaggio.
Questo cambia inevitabilmente la distribuzione delle decisioni lungo il processo.
In un sistema tradizionale alcune questioni possono essere risolte direttamente durante l’esecuzione. Con un’elevata prefabbricazione, invece, diventa particolarmente importante anticipare il coordinamento. Un passaggio impiantistico non previsto, una modifica tardiva delle aperture o una variazione della geometria possono richiedere la revisione di elementi già progettati per la produzione.
La precisione richiesta nelle fasi iniziali non deve però essere interpretata come un limite. Al contrario, permette di spostare una parte significativa della gestione delle criticità dal cantiere alla progettazione, dove è possibile analizzarle con maggiore controllo.
È uno dei motivi per cui la progettazione integrata assume un ruolo centrale negli edifici in legno.
Architettura, struttura e impianti devono svilupparsi insieme
Un progetto esecutivo efficace non è semplicemente la somma di elaborati prodotti da professionisti differenti.
La struttura influenza l’architettura; gli impianti devono essere coordinati con gli elementi portanti; le stratigrafie dell’involucro incidono sugli spessori e sui dettagli costruttivi; le modalità di montaggio possono influenzare la suddivisione e le dimensioni degli elementi prefabbricati.
Pensiamo, ad esempio, a una parete strutturale attraversata da reti impiantistiche. Definire questi passaggi quando il pannello è già stato dimensionato può generare interferenze e richiedere modifiche. Affrontare la stessa questione durante il coordinamento progettuale consente invece di predisporre correttamente gli elementi prima della produzione.
Lo stesso principio vale per le connessioni strutturali, per i nodi tra pareti e solai, per gli elementi di facciata e per tutti quei punti nei quali competenze diverse si incontrano.
Gli strumenti digitali e il BIM possono facilitare questo processo, consentendo di individuare interferenze e condividere informazioni tra progettisti. La tecnologia, tuttavia, non sostituisce il confronto tra le competenze: rende più efficace un processo che deve essere innanzitutto organizzato correttamente.
Aspetto progettuale da non sottovalutare
Il livello di prefabbricazione deve essere deciso insieme alla strategia di montaggio.
Portare in cantiere elementi molto completi può ridurre determinate lavorazioni in opera, ma dimensioni, peso e grado di finitura devono essere compatibili con trasporto, accessibilità del sito, mezzi di sollevamento e sequenza di assemblaggio.
Questo aspetto assume particolare rilevanza nei cantieri urbani, dove gli spazi disponibili possono essere ridotti e l’organizzazione delle consegne richiede una pianificazione accurata.
La progettazione esecutiva, quindi, non dovrebbe limitarsi a definire come è fatto un elemento: deve considerare anche come verrà prodotto, trasportato e montato.
Dal modello progettuale alla produzione
Quando il progetto raggiunge un livello sufficiente di definizione, le informazioni devono essere tradotte in dati utilizzabili per la produzione dei componenti.
È qui che la relazione tra progettazione e lavorazione diventa particolarmente stretta.
Dimensioni, geometrie, lavorazioni, forature e dettagli delle connessioni devono essere definiti con precisione affinché gli elementi prodotti corrispondano alle condizioni previste in fase di montaggio. La tolleranza tra ciò che è stato progettato e ciò che verrà effettivamente realizzato assume quindi un’importanza concreta.
Questo passaggio è ancora più delicato quando una nuova struttura in legno deve interfacciarsi con un edificio esistente. In una riqualificazione o in una sopraelevazione, per esempio, il modello progettuale deve confrontarsi con condizioni reali che possono differire dalla documentazione storica disponibile.
Rilievi accurati e verifica preventiva delle strutture esistenti diventano parte integrante del processo.
La qualità della progettazione esecutiva si misura anche nella capacità di prevedere queste interazioni prima dell’arrivo dei componenti in cantiere.
Il progetto esecutivo deve pensare anche al cantiere
Il passaggio dal concept al progetto esecutivo termina idealmente quando ciò che è stato progettato può essere costruito senza lasciare irrisolte le decisioni fondamentali.
La sequenza di montaggio, l’accesso dei mezzi, lo stoccaggio temporaneo degli elementi e il coordinamento delle diverse lavorazioni fanno quindi parte del ragionamento progettuale.
Un esempio particolarmente evidente riguarda gli interventi in contesti densamente edificati, come Milano e la sua area metropolitana. Qui la disponibilità di spazio per deposito e movimentazione può essere limitata. La possibilità di programmare arrivi e montaggio secondo una sequenza definita può diventare importante quanto la tecnologia strutturale scelta.
È anche per questo che il legno richiede una collaborazione precoce tra progettisti, impresa e soggetti specializzati nella realizzazione delle strutture. Non perché ogni progetto debba seguire lo stesso processo, ma perché molte decisioni diventano più efficaci quando vengono valutate prima che il progetto sia completamente cristallizzato.
Dal disegno alla costruibilità: il valore del confronto tecnico
Il passaggio dal concept al progetto esecutivo non consiste semplicemente nell’aggiungere dettagli a un’idea iniziale. Significa verificare progressivamente la costruibilità del progetto, mettendo in relazione intenzione architettonica, comportamento strutturale, produzione e cantiere.
In questo percorso, realtà specializzate come E.Comotti possono affiancare progettisti e imprese nel confronto sulle soluzioni costruttive e sulle modalità di realizzazione, contribuendo a valutare fin dalle fasi progettuali gli aspetti legati agli elementi in legno e alla loro successiva messa in opera.
Più il progetto procede verso la fase esecutiva, più le decisioni diventano specifiche e interdipendenti. Anticipare il confronto tecnico consente quindi di arrivare alla produzione con un progetto maggiormente coordinato e di affrontare il cantiere avendo già risolto una parte importante delle possibili interferenze.
Nelle costruzioni in legno, progettare significa anche progettare il processo costruttivo. Ed è probabilmente questa la differenza più significativa tra scegliere semplicemente un materiale e sviluppare realmente un progetto pensato per il legno.